Verità Spirituali

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N. 9 / 2014

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25 maggio 2015

 

 

Le storie di Yogananda…

 

Il cercatore d’oro dell’Alaska

Nei giorni della corsa all’oro il lievito era prezioso per il ricercatore nelle colline remote dell’Alaska.

Egli portava uno zaino contenente farina e un pezzo di lievito per fare il pane.

Un cercatore d’oro poteva sparire per mesi alla ricerca delle pepite d’oro, e la sua vita dipendeva dalla carne che poteva ottenere cacciando e dal pane lievitato che faceva con quel lievito.

Infatti questi ricercatori venivano chiamati “lieviti” a causa della loro abitudine di portare il lievito ovunque andassero alla ricerca dell’oro.

Su di loro si racconta una storia fantastica. Si dice che per un colpo di fortuna (buon Karma), un cercatore d’oro scivolò in Paradiso dove creò danni sconcertanti agli dei.

Se la passavano male questi ultimi viaggiando sulle strade con i loro veicoli celesti, perché il cercatore aveva scavato sulle strade che prima erano omogeneamente lastricate d’oro scintillante.

Tutti gli abitanti celesti si recarono da San Pietro lamentandosi di questo avido cercatore, che scavava incessantemente le strade del Paradiso.

Ma San Pietro osservò soltanto: “Secondo le leggi Celesti chi riesce ad entrare in Paradiso non potrà mai essere espulso, a meno che egli non abbandoni la pace del paradiso di sua spontanea volontà.

Ma non preoccupatevi, quando egli avrà trovato abbastanza oro, lascerà il regno divino per ritrovare la sua famiglia sulla terra, attratto dai suoi desideri non esauditi e da altro karma.

Nel frattempo può capitare qualcosa che ci salverà tutti da questo cercatore portatore di guai, sapete, la disarmonia non può esistere a lungo qui in Paradiso.”

In men che non si dica il cercatore aveva cavato dal suolo interi carichi d’oro, le strade sembravano crateri vulcanici e presto gli abitanti celesti dovettero andare a piedi, dato che le strade erano inagibili ai veicoli.

Un giorno San Pietro sedeva pensoso ai Cancelli Celesti quando arrivò un uomo di aspetto trasandato: “Chi sei?” chiese San Pietro “Sono un cercatore d’oro: fatemi entrare.”

“Giammai!” rispose San Pietro “ Già un cercatore d’oro ha turbato la pace di questo luogo rovinando strade in cerca d’oro”

Ma l’uomo continuò tranquillo “ San Pietro, vi prometto di non vagare per le strade e che allontanerò quell’uomo da qui”.

San Pietro intuendo parole di verità lo fece entrare, ancora sulla soglia l’uomo disse “ Onorato Signore, vi prego chiamate il cercatore che scava in cerca d’oro, fatelo venire qui alle Porte del Paradiso: voglio parlargli”

Egli arrivò stanco e con gli occhi avidi di cupidigia, il nuovo arrivato gli bisbigliò qualcosa all’orecchio attraverso il cancello e subito dopo aver udito le parole, si dileguò in fretta lasciando tutto l’oro alle sue spalle.

Meravigliandosi di questo miracolo San Pietro diede il benvenuto al nuovo venuto e chiese “ Che cosa gli hai detto per fargli lasciare tutto il suo oro accumulato e saltare nel limbo volontariamente?”

Il nuovo arrivato replicò sorridendo “Beh, San Pietro, gli ho detto che era uno sciocco a sprecare del tempo qui cercando l’oro, quando poteva avere di più dal prezioso platino senza restrizioni dalle strade dell’Inferno.”

 

 

Si può avere la pace nella coltivazione volontaria del bene e una volta che la si è trovata nessuno può toglierla, nemmeno gli dei.

 

A meno che l’uomo non scelga di abbandonarla volontariamente, abbagliato dalla prosperità e il benessere incerto ma luccicante che le cattive azioni possono sembrare promettere.

“Su questo giusto sentiero , nessuna impresa sincera andrà mai perduta.

Anche ogni piccola pratica protegge da grandi sfortune.”

Bhagavad Gita 2:40

 

Domande e risposte

D: Sebbene ho amici che sono interessati alla spiritualità quando penso alle realtà piu’ elevate e al mio scopo di essere spiritualmente illuminato mi sento solo.

E’normale sentirsi così’?

Come posso superare questo stadio o comunque non essere eccessivamente preoccupato per questo?

R: Puoi avere e godere amicizie che ti supportano, senza essere dipendenti da loro essendo autosufficiente: stabilizzati nella consapevolezza della tua vera natura e la realtà ultima.

Un sentiero spirituale richiede solitudine interiore perché la tua relazione con l’Infinito e il tuo risveglio spirituale sono unici.

Non ci sono due persone che hanno la stessa crescita spirituale, percezioni ed esperienze prima dell’Illuminazione.

Puoi avere amicizie che ti supportano, relazioni che ti aiutano, sapendo che solo la realizzazione di Dio provvede alla completa pace della mente e la soddisfazione dell’anima in modo permanente.

“Studies in Truth” – Maggio 2015- Roy Eugene Davis

 

Chiedetevi sempre che cosa regola l’Universo e come poter comprenderlo in tutta la sua infinita realtà.

 

Serena settimana a Tutti!!

 

 

 

Un pensiero ispirante dedicato a te da Paramahansa Yogananda

 

 

 

 

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